Intolleranze

L'uomo, artefice e vittima del progresso, sta subendo una serie di "nuove" malattie d’origine ambientale; tra queste un ruolo di primo piano è svolto dalle intolleranze alimentari.

L'interesse per le possibili relazioni tra le malattie e l'ambiente, compresa l'alimentazione, risale all'inizio degli anni venti per merito di un gruppo di medici americani, i quali fondarono una branca della medicina, definita "ecologia clinica".

Tale disciplina non aveva lo scopo di contrapporsi alla medicina classica o di volere essere una forma di medicina alternativa, semplicemente si proponeva l'obiettivo di studiare e di osservare come lo sviluppo industriale, lo sfruttamento intensivo delle coltivazioni, potesse influire sulla nostra salute e sulla possibile insorgenza di nuove malattie.

Le intolleranze alimentari, dette anche allergie alimentari "croniche" o "mascherate", rappresentano un argomento sconosciuto a molti, o peggio sottovalutato e aggravato dal fatto che il più delle volte nessuno conosce gli alimenti verso i quali ha sviluppato uno stato di intolleranza.

Il meccanismo che sta alla base dello scatenamento di tali reazioni va ricercato nell'alterata reazione del sistema immunitario, il sistema deputato a difendere l'organismo da sostanze e alimenti riconosciuti estranei e quindi dannosi.

Numerose sono le tecniche diagnostiche delle intolleranze alimentari che si basano sull'individuazione degli alimenti o degli additivi chimici (coloranti, conservanti, edulcoranti, etc.) responsabili di tali malattie del sistema immunitario.

Se tuttavia le tecniche classiche non offrono risultati certi e sicuri, di grande ausilio sono altre metodologie più sofisticate e moderne quali la biorisonanza e il test citotossico (basato su un prelievo di sangue che, successivamente, viene messo a contatto con i principali allergeni alimentari, per essere poi osservato al microscopio).

Una volta effettuata una diagnosi corretta sarà necessario attuare una terapia adeguata. Questa, nel pieno rispetto della medicina naturale e biologica, consisterà semplicemente nell'astensione dagli alimenti "incriminati" per un periodo variabile a seconda del grado di intolleranza diagnosticata.